Sottoscritto questo pomeriggio il manifesto predisposto da Coldiretti, contenente cinque proposte a costo zero per i primi 100 giorni di legislatura.

Ho voluto sostenere la posizione della Coldiretti sulla difesa dell’etichettatura obbligatoria, molto importante per latte, ma anche grano e pasta, che dovrebbe estendersi a tutte le filiere in cui è assente, come ortofrutta e carni trasformate. Un sì convinto anche allo snellimento della burocrazia che oggi va a danneggiare soprattutto le aziende di piccole dimensioni, ma anche all’istituzione del Ministero del Cibo e alle altre proposte che oggi ho avuto il piacere di condividere con una platea numerosa in cui mi sono sentito a casa.

Mio padre era un frantoiano e trebbiatore. Dopo gli studi sono tornato nel mio paese per lavorare nell’attività di famiglia. Un marchio che insieme al Molise ho avuto il piacere di poter portare nel mondo.

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni è l’importanza di mettersi insieme: unire i piccoli per diventare grandi. È questa la strada da cui ripartire. Le reti d’impresa, i consorzi: unire le forze per guardare lontano. Non c’è altro modo per ampliare i nostri orizzonti.

Il mio impegno nel settore agricolo è reale e concreto. Una responsabilità che declino al futuro ma che ho già messo in campo in passato, quando ho avuto il piacere di presiedere la Camera di Commercio.

Il comparto agricolo  è il nostro marchio di fabbrica: in Molise abbiamo tutto, non dobbiamo inventarci niente, solo continuare a lavorare su quello c’è. E da questo pressuposto prosegue anche il mio pomeriggio tra Montagano e Ripalimosani. Grazie alle tante persone speciali e autentiche che hanno condiviso con me questa giornata.