Sono molto fiducioso perché tutte le persone che ho avuto il piacere di incontrare non hanno fatto che esprimermi il loro entusiasmo.

Anche nei piccoli centri della regione, che ho visitato uno ad uno, sono stato travolto da positività e fiducia. Proprio aver avuto il piacere di essere presente in tutti i Comuni più interni è per me rappresenta il simbolo della voglia di tornare a mettere al centro dell’agire politico le periferie.

Sul piano territoriale ho voluto privilegiare il contatto con le aree interne e le aree più disagiate, volendo analizzare nel dettaglio le potenzialità da utilizzare per fermare il degrado sociale conseguente all’abbandono di un territorio che, invece, merita grande attenzione.

Al centro di questo viaggio ho messo anche il confronto continuo con i giovani, con i loro disagi e con quelli delle loro famiglie. Ho preferito privilegiare le visite nei luoghi dell’assistenza e del recupero di queste fasce di marginalità. È stato proprio grazie a questi incontri che ho deciso di costituire una Fondazione che, raccogliendo le risorse delle indennità da senatore, potesse partecipare fattivamente a contribuire alle azioni meritorie di chi ogni giorno spende il suo impegno su questi temi.

Quella che auspico e quella per cui è valido il mio impegno è una politica ‘fatta di cose’, ma soprattutto una politica che sia costantemente vicino a chi, proprio a causa della crisi, ha rallentato il passo.

Punti centrali in una politica del fare sono per me: la diminuzione delle imposte; la riduzione del cuneo fiscale; la semplificazione burocratica; il taglio della spesa pubblica. Le infrastrutture strategiche che diano la priorità a un modello di viabilità su ferro e alle opere di consolidamento e ristrutturazione del territorio; una formazione di eccellenza con riguardo a un sistema universitario che privilegi la qualità formativa alla quantità di sedi sul territorio nazionale.

Essenziali, inoltre, la garanzia e la tutela dei lavoratori, così come il rispetto delle regole da parte degli imprenditori che vogliano partecipare a una competizione globale. Determinante anche la lotta alla criminalità organizzata che va incentivata sia aumentando le risorse finanziarie in quelle aree a più densa presenza di fenomeni malavitosi, sia con una serie di interventi finalizzati a diffondere la cultura della legalità.

Al centro del mio impegno politico anche la sostenibilità, vera precondizione alla crescita equilibrata del Paese, così come i temi delle imprese in qualunque settore di attività, la cui opera risulta determinante per la produzione della ricchezza del Paese.

Un invito a pochi giorni dal voto sento di farlo anche a chi il 4 marzo vorrebbe non recarsi alle urne. Credo, infatti, che il non voto sia determinante per l’elezione di cattivi amministratori. Bisogna scegliere. Rinunciare alla vita del Paese significa arrendersi. Significa demandare ad altri il proprio destino. Chiedendo ai cittadini di partecipare alla consultazione elettorale chiedo loro di compiere il primo passo per essere protagonisti. Perché nessuno ha il diritto di rimettere nelle mani di altri le proprie scelte e le proprie idee.

A tutti gli indecisi  dico, invece, andate a votare e, se non sapete cosa scegliere, scegliete le persone.  Partite da ciò che hanno dimostrato di saper fare: confrontare le persone è l’unica scelta sensata che ogni elettore possa compiere responsabilmente.