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Si rivolge principalmente agli astenuti perché può essere proprio “il non voto a favorire l’elezione di cattivi amministratori”. Ne è convinto il candidato sull’uninominale al Senato per il centrosinistra, Enrico Colavita, che a pochi giorni dal voto insiste sul fatto che siano proprio gli astenuti a fare la differenza”. “In realtà – dice – è il loro ruolo a essere fondamentale nello scegliere esponenti competenti e programmi seri e realizzabili. Gli astenuti – evidenzia – possono riportare il Paese all’indietro consegnandolo a Salvini, oppure fargli fare un salto nel buio con amministratori incompetenti e poco capaci”.

Per Colavita votare per il centrosinistra ha poi un ulteriore significato che rivendica anche la rinuncia a derive totalitarie e antidemocratiche. Politiche che rischiano di mettere da parte quanto sancito dalla Costituzione. Proprio in virtù di quei diritti è oggi più che mai un dovere partecipare alla consultazione elettorale” sostiene Colavita che in questa breve ma intensa campagna elettorale ha più volte rilanciato il tema della competenza, ma anche quello della serietà di progetti realizzabili.

Lui, imprenditore di successo che ha portato il nome del Molise nel mondo e che ha speso il suo impegno politico in una coalizione di centrosinistra, alla quale ha aderito da indipendente e che conosce bene il senso dell’essere una squadra, in questi giorni ha schierato sul tavolo da gioco la rilevanza del “saper fare”. Proprio in questa dimensione è, infatti, da intendersi la sfida lanciata ai Cinque Stelle verso i quali Colavita ha aperto la strada del dialogo, non quella degli apparentamenti. “Confrontiamoci, discutiamo senza indugi delle soluzioni. Andiamo oltre: affrontiamo i problemi. Quelli veri delle persone. Facciamolo con coraggio e con proposte costruttive sui temi che ho più a cuore: lavoro, sviluppo, Europa” ha detto, infatti, Colavita ai Cinque Stelle. Una richiesta per il momento rimasta inevasa e che, per il candidato in corsa per il centrosinistra, sarebbe stata, invece, funzionale alle esigenze degli elettori o di chi elettore il prossimo 4 marzo vorrebbe non esserlo.

“Aprire un dibattito costruttivo sugli argomenti di merito e sulla praticabilità delle tante promesse elettorali fatte – dice Colavita – è l’unico modo per dare agli elettori la possibilità di compiere scelte consapevoli insieme alla conoscenza diretta dei candidati su quello che hanno saputo fare e come lo hanno fatto”. Scelte consce che per il candidato al Senato del centrosinistra non possono fermarsi alla rabbia verso tutti e tutto, ma nemmeno al tema dell’indennità. In realtà su quest’ultima il diretto interessato ha già fatto sapere la sua volontà di destinarne l’intero importo alla costituzione di una Fondazione finalizzata a sostenere le famiglie disagiate del Molise e i giovani di quelle famiglie con borse di studio che diano loro l’opportunità di proseguire gli studi e poter, così, avere accesso a una formazione di eccellenza.

 Un pensiero Colavita lo rivolge, infatti, sempre ai giovani. A loro manda un messaggio di positività in una terra in cui “c’è da lavorare, non da disperare”. In questa campagna elettorale – riflette –ho avuto modo di conoscere più da vicino tante realtà, tanti giovani di talento che in Molise fanno delle cose eccezionali: con determinazione, passione, impegno. Verso di loro la politica deve essere responsabile, deve essere in grado di offrirgli opportunità di futuro. E queste opportunità dobbiamo crearle insieme, condividendo gli intenti. Facendo in modo che tante piccole realtà del Molise possano unire le forze e guardare lontano”.
 Insomma, un impegno politico e una candidatura, quella di Colavita, accettata con un spirito di servizio proprio di un imprenditore che, avendo raggiunto risultati eccellenti nella sua attività, ha sempre ritenuto di essere vicino ai più deboli e a chi si trova in difficoltà. Proprio sulla base di questi valori, Colavita ricorda di avere avuto anche l’approvazione e il sostegno amichevole e autorevole del ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, che lo ha definito “persona di grande qualità che ha dimostrato di saper fare”.