L’incontro di questa sera nell’auditorium della chiesa di San Giuseppe Artigiano, nel quartiere Cep di Campobasso, ha rappresentato una nuova occasione di confronto propositivo con gli elettori, con i quali ho avuto modo di interloquire e analizzare le iniziative da intraprendere in favore di chi è rimasto ai margini.

Nel nostro Molise e in tutto il Paese, non ci sono solo eccellenze da curare e custodire, ma anche tante persone che sono rimaste indietro, schiacciate dalla crisi. Fasce deboli a cui dobbiamo dare risposte serie e concrete. Risposte, che non è possibile formulare senza tener conto dell’urgenza della crescita del Paese. È questa l’unica via da seguire, perché crescere significa produrre reddito e l’aumento di quest’ultimo è un aspetto propedeutico alla sua redistribuzione.

Non possiamo che essere solidali, ma per farlo possiamo esclusivamente guardare alle prospettive di crescita, a cui non si arriva con scorciatoie o false illusioni, ma con progetti strategici che passino per una diminuzione delle imposte; una riduzione delle tasse sul lavoro che accorci la distanza tra il costo da sostenere per ogni singolo lavoratore e il salario che viene concretamente percepito; una riduzione della spesa pubblica, una semplificazione burocratica che possa consentire anche ai piccoli di farsene carico. La crescita passa per la concretizzazione di ognuna di queste cose. Non c’è altra via da intraprendere e perseguire. Una redistribuzione più equa e solidale con chi ha di meno è un concetto vuoto e astratto senza uno sviluppo che determini la produzione di reddito. Vera sfida da vincere per mettere da parte le disuguaglianze sociali.